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Intervista semiseria all' Ometto

Io parlo dell'Ometto, vi faccio vedere cosa combiniamo insieme, ma ancora non ve l'ho mica presentato. Oggi voglio rimediare a questa mia pecca, ma se vi aspettate una sua foto rimarrete delusi. Infatti ho deciso che sul blog non apparirà mai a figura intera. magari si vedranno le mani, ma mai il suo volto. Allora, direte, come fai a presentarcelo? Fai il solito post da mamma chioccia che declama le lodi di suo figlio? NO, no assolutamente! Io questa mattina l'ho intervistato e ho trascritto le sue risposte che ora riporto qui fedelmente. Come ti chiami? Mi chiamo BOB. Quanti anni hai? Sono piccoletto. Che cosa ti piace fare nel tempo libero? Giocare con il mio orsacchiotto e costruire pupazzetti. Se fossi grande... diventerei un leader con un grande esercito come quello di Napoleone Mi troverei un lavoro come giornalista. Il tuo sogno nel cassetto? E' andare in vacanza in un posto lontano lontano. Il tuo colore preferito? Giallo Se avessi...

La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl

Quando, prima di partire per le vacanze ho portato l'Ometto in libreria per scegliere i libri da portare in vacanza, la sua richiesta è arrivata precisa e puntuale: voglio un libro con poche figure, la cui lettura duri più giorni e che sia una bella storia per bambini.

L'evento dell'estate: l'incontro fra Comari

Ebbene sì, questa estate due delle quattro comari si sono incontrate. Federica ed io, complice la mia vacanza di famiglia (come la chiama mio figlio) in Alto Adige, siamo riuscite a metterci d'accordo e abbiamo trascorsdo una bellissima giornata tra monti, fiumi e valli insieme ai nostri bimbi e a mio marito (sant'uomo che mi ha lasciato carta bianca per questa anomala gita).

L'Ometto cresce e i giochi cambiano

Io lo sapevo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato... lo sapevo che avrebbe acquistato l'autonomia di giocare da solo, di costruire cose da solo. Sapevo anche che prima o poi sarebbero entrati in casa anche i giochi elettronici . E' anche giusto così, intendiamoci, il motto è sempre stato " si deve giocare con tutto e con tutti " e non è che si può perdere credito e negare l'ingresso dei giochi elettronici in casa. Ecco magari devo impegnarmi e non mostrarmi subito per quella che sono ovvero una imbranata cronica che non è capace a giocare. Mi dicono, comunque che negli anni la tecnologia si è evoluta e che ora ci sono dei giochi divertentissimi che funzionano con un telecomando semplice da usare e senza fili. No perché io l'ultima volta che ho giocato ho usato questo coso qui, qualcuno se lo ricorda? Ed ero anche bravina. Poi è arrivato il joysticked è stata la mia fine come giocatrice tecnologica. Può essere che questa volta imparo ...