Passa ai contenuti principali

Tra sogno e relatà: la mia postazione creativa


Non ho una craftroom.

Niente stanza dedicata, niente porta da chiudere, niente scaffali ordinati con le etichette scritte bene. E per molto tempo ho pensato che fosse una specie di mancanza, una casella non spuntata nella lista ideale di chi fa craft sul serio.

Poi ho guardato meglio il posto in cui creo davvero. E non ho visto una ribaltina di un mobile, ma un luogo magico, creato negli anni, sempre pronto a ospitare le mie idee e i miei progetti.

La craftroom, nell’immaginario collettivo, è uno spazio perfetto. Luce naturale che entra sempre dalla parte giusta, un tavolo grande quanto basta per non dover mai spostare nulla, cassetti che sanno esattamente cosa contengono. Un luogo che resta lì, immobile, pronto ad accoglierci ogni volta che arriva l’ispirazione.

È bellissima. E spesso è anche molto fotografata.

Ma non è l’unica possibilità.

Ho provato a cercare “craft room” in una banca immagini. Mi aspettavo stanze intere. Ho trovato angoli. Tavoli contro il muro, scaffali improvvisati, sedie spostate di lato. Postazioni, più che stanze. Mi è sembrato un buon segno.

Io ho una postazione: un posto che non è sempre lo stesso, che cambia forma a seconda del progetto, che a volte compare e a volte scompare. Un angolo di casa conquistato con piccoli compromessi e soluzioni pratiche. Non è pensato per essere mostrato, ma per funzionare.

La mia postazione nasce quando serve. Un tavolo libero, una sedia spostata, una scatola aperta. I materiali arrivano, si dispongono, prendono spazio. Quando il lavoro finisce, spesso devono fare marcia indietro. Tornare nelle scatole, negli scaffali condivisi, negli angoli che la vita quotidiana concede.

Non è una rinuncia. È un adattamento.

Una craftroom è fissa. Una postazione è viva.

Si adatta al tempo che abbiamo, non a quello che immaginiamo. Convive con il resto della casa, con gli oggetti di tutti i giorni, con le pause forzate e i ritorni improvvisi. A volte è ordinata, altre no. A volte è pronta, altre va costruita da zero prima ancora di iniziare a creare.

Eppure è proprio lì che succede tutto.

Credo che moltissime persone si riconoscano più in una postazione che in una craftroom. Spazi piccoli, condivisi, temporanei. Tavoli della cucina, scrivanie multitasking, angoli del soggiorno. Posti che non sembrano "da craft", ma che diventano creativi nel momento in cui iniziamo a usarli.

Forse non ne parliamo abbastanza perché non sono spettacolari. Ma sono reali. E soprattutto sono accessibili.

Col tempo ho capito che lo spazio creativo non è una stanza, ma un’abitudine. È il gesto di preparare il piano di lavoro, di tirare fuori i materiali, di prendersi quel tempo anche quando lo spazio non è perfetto.

La mia craftroom non c’è.

Ma la mia postazione sì. E ogni volta che compare, so che sto per fare qualcosa che mi somiglia.

E forse, in fondo, basta questo.

Tu hai una craftroom o una postazione? Raccontamelo nei commenti.

Commenti

Post popolari in questo blog

Esperimento creativo: ghirlanda a macramé

  Il cerchio è una parte di piano delimitata da una linea curva chiusa, detta circonferenza, il luogo geometrico dei punti di un piano che hanno da un punto dato ( centro ) distanza uguale a un segmento dato ( raggio ). Sono molti i significati attribuiti al cerchio. Il cerchio è principio, centro, perfezione, divino. Non presenta né un inizio né una fine, non presenta spigoli. Simboleggia la continuità, l'eternità, l'infinito, il fluire del tempo e della vita, affabilità, comunità e amicizia. Il cerchio è inoltre simbolo di tutto ciò che è celeste: il cielo, l'anima, l'illimitato, Dio. Secondo la psicologia delle forme, le forme arrotondate come cerchi ed ovali tendono a inviare un messaggio emotivo positivo di armonia e protezione. Al contrario del quadrato, che trasmette stabilità, il cerchio si presta molto bene a comunicare lo scorrere del tempo, il dinamismo e il movimento.  Ok tranquilli tutti, ho finito il momento di divulgazione scientifica e ritorno nei panni ...

Tutorial per realizzare una cornice di carta 3d

  Mi sa che è un po' troppo tardi per augurarvi buon Anno Nuovo! Io mi sono presa una pausa, che però è stata un po' troppo lunga, ben oltre quello che avevo previsto.  Dicevo, è un po' troppo tardi per augurarvi buon Anno nuovo, ma non per proporvi un progetto per San Valentino! Che poi alla fine, diciamocelo, qualsiasi avvenimento, qualsiasi data, è un pretesto per far accendere la nostra fantasia e per farci mettere a pasticciare. Era un po' che mi imbattevo su Pinterest e su Instagram nei quadretti 3d di carta. Mi sono piaciuti subito soprattutto per la loro versatilità. Quante cose possono contenere? Tante, tantissime! E possono raccontare anche un sacco di storie. Ho visto cose meravigliose in rete che io non sarò mai capace di fare, ma che mi piace un sacco guardare. Poi mi sono detta che tanto valeva provare a realizzare una cosa semplice, un cuore 3d oppure un vaso con i fiori. Ho cominciato a studiare come fare la cornice, prima di tutto. Si trovano in rete un...

le mie #lineerette del 2024

  Eccomi qui a tirare le fila di questo impegntivo 2024 che mi ha visto lontana da questo blog molto pù di quanto avrei voluto. Eccomi qui con le mie #lineerette, che qualche volta, per mancanza di pratica sono uscite un po' stortignaccole. Visti tutti quanti insieme mi fanno impressione!  Mi sono buttata senza rete grazie a un post motivazionale di Cinzia letto nel gruppo fb di Carta in Dispensa e senza mai aver fatto una partecipazione prima (non ho curato neanche quelle del mio matrimonio perchè era uno dei compiti che si era preso mio marito).  Ho saltato solo 2 appuntamenti: settembre perchè non ero soddisfatta del risultato e dicembre perchè proprio non sono arrivata. Per me #lineerette è stato un lunghissimo corso di formazione nel quale ho imparato un sacco di cose: a essere precisa nei dettagli a usare palette di colori che mai mi sarebbe venuto in mente di creare a mettere il liner nelle buste a bilanciare la dimensione delle scritte a personalizzare con il colo...

Come realizzare un vaso di cactus di feltro

 Chi mi conosce lo sa, io e le piante (quelle vere) non andiamo particolarmente d'accordo. Sono una specie di disastro...mi muoiono tutte! Quelle vere, naturalmente, perché quelle finte mi durano una eternità!  Le ultime nate sono 3 piantine di cactus realizzate con un foglio di feltro verde e cucite a mano. In realtà non è che io volessi proprio fare delle piantine di cactus. La mia idea era quella di riutilizzare la stoffa di un vecchio paio di jeans. Ho provato a cercare qualche ispirazione su Pinterest ma, si vede che era destino, sono arrivati loro, i cactus. E pensare che non mi ricordavo neanche di avere il feltro verde in casa. Anche quello è, come per magia, spuntato fuori dal baule! Vi piacciono? Vi racconto come ho fatto per realizzarli. Cominciamo dai materiali occorrenti : feltro ago  filo colla a caldo imbottitura per cuscini vaso di coccio spugna per fioristi corteccia Step1 Ho disegnato le sagome dei cactus (4 per ogni tipo di cactus) sul foglio di feltro....