Un anno senza pubblicare qui sul blog mi ha fatto riflettere sulla creatività e sul tempo, sempre troppo poco secondo me, sempre troppo di fretta e frammentato. In questo ultimo anno ho inseguito il tempo come si inseguono gli autobus. Poi, però, ho scoperto che la creatività non corre, cammina. Non è stata la mancanza del tempo a farmi fermare, ma la sua qualità. La creatività richiede lentezza e non ritagli. Da qui nasce il bisogno di una creatività lenta: non una tecnica, ma un modo di stare nel tempo. E allora, che cos’è la “creatività lenta”, direte voi? Provo a spiegarvelo. Non è un metodo rigido: non sarei capace di mantenerlo e, soprattutto, non mi interesserebbe raccontarvelo. È una pratica semplice: ritagliarsi uno spazio di tempo continuo, senza interruzioni, senza la necessità di finire per forza qualcosa; uno spazio in cui non c’è nulla da dimostrare. In questo spazio le idee si orientano e, piano piano, prendono forma. Vogliamo provare insieme...
Eccomi qui a disattendere, nuovamente, tutti i miei buoni propositi! Non so più se la mia sia mancanza di tempo, mancanza di organizzazione oppure mancanza di voglia. So solo che ieri, alla fine, ho trovato un po’ di tempo, ho spento tutto e mi sono messa a far lavorare le mani. E devo dire che mi è piaciuto molto. Niente rumore, solo carta e mani che lavorano. Così è nato questo book folding floreale. L’idea alla base del progetto è semplice: non buttare, ma dare nuova vita e un nuovo scopo a un libro francamente illeggibile, salvato dal bidone per un unico merito, avere la copertina rigida. La copertina ha fatto da ossatura, da struttura portante del vaso. Le pagine, invece di essere sfogliate, sono state piegate una ad una fino a creare la base. Dalla carta recuperata dopo il taglio dei fogli sono spuntati steli e boccioli. Certo, per questa piccola magia mi hanno aiutato la Big Shot e le fustelle, ma il risultato finale non mi dispiace affatto. È curioso come un oggetto pensato per...