Ci sono oggetti piccoli che fanno un lavoro silenzioso. Non chiedono attenzione, non rubano la scena, ma senza di loro qualcosa si perde. Il segnalibro è uno di questi. Leggo spesso in formato digitale, ormai fa parte della quotidianità. Eppure l’idea di avere sempre a portata di mano un segnalibro mi piace tantissimo. Anche quando non serve davvero, resta un oggetto che parla di lettura, di tempo dedicato, di una storia lasciata in sospeso. È come se tenesse viva l’intenzione, anche quando le pagine non sono di carta. Questo segnalibro è nato lentamente, senza l’idea di diventare un tutorial, ma solo raccattando materiale che era sparso nella mia postazione creativa. Niente passaggi da seguire, niente “prima” e “dopo” da dimostrare. Solo le mani che provano, materiali che si incontrano quasi per caso, e una forma che prende posto tra le pagine. Mi piace pensare al segnalibro come a una pausa tangibile. Non serve solo a ricordare dove eravamo rimasti in un libro, ma a dire: "qui m...