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Di bambini, tecnologia e social network


"Mamma posso avere un canale Youtube? Me ne regali uno?"
"No"
"Come no! Perchè?"
"Perchè sei piccolo, perchè devi avere almeno 16 anni per poterne avere uno e perchè è pericoloso"
"Mamma ti prometto di non riprendermi mai la faccia".
"Senti facciamo un patto. Se tu utilizzi questi anni per imparare a fare video decenti, per imparare a montare video, per stabilire quale è il tuo programma, per stabilire di cosa vuoi parlare sul tuo canale, a 16 anni possiamo riparlarne".

A malincuore ha accettato la mia proposta.

Tutto ciò avveniva questo inverno e forse tra i suoi compagni è stato l'ìunico che avrebbe voluto un canale Youtube e che non è stato accontentato.

Ha cercato di corrompermi, di chiedermi in prestito il mio canale youtube, ma si è vergognato all'idea che i suoi video potessero essere contaminati con i miei... insomma alla fine si è rassegnato.
Per la Prima Comunione ha ricevuto in regalo una telecamera e ha cominciato a sperimentare l'arte estrema delle riprese video fatte mettendo la telecamera a testa in giù.

A settembre cominceremo a imparare a montare i nostri funny video (pensatemi che ne avrò bisogno!)...

Intanto io periodicamente mi faccio un giro sui canali Youtube dei suoi amichetti.

Tutto nella norma fino a qualche settimana fa quando una amichetta dell'Ometto mi mette la pulce nell'orecchio.
"Mamma di F. lo sai che X sul suo canale ha avuto commenti con parolacce? Io le ho lette ma mica te le posso riferire le parolacce".
E allora sono andata a vedere anche io. In pratica le parolacce arrivano tutte da un canale aperto a posta per scrivere commenti indesiderati.

Così ho ripreso l'argomento con l'Ometto.

"Sai che X ha avuto dei brutti commenti?"
"eh già, mamma, X ha degli haters..."
"Ecco, e ti pare normale?"
"No. Io li ho letti i commenti degli haters ma non te li posso ridire che sono parolacce"
"Ti pare che forse non avevo ragione a non farti aprire un canale Youtube?"
...
silenzio.

Ora, ditemi voi se è normale che bambini di 10 anni si debbano scontrare con persone non ben identificate che dicono loro parolacce in rete?
Fino a che punto possiamo consentire loro l'uso della tecnologia e l'accesso ai social network?
Fino a che punto possiamo controllarli?
Io qui comincio a essere un po' preoccupata.

Commenti

  1. Io credo che ci vogliano dei paletti purtroppo. Soprattutto mai lasciarli da soli sul web. Tra pedofili, bulli, pazzi scatenati e venditori di aria fritta eccetera il rischio è molto alto.
    Tenerli lontani completamente no ma stargli vicino quando sono sul web che sia un canale you tube o altro mi sembra il minimo.
    Il mondo sta andando alla deriva in tutti i sensi, purtroppo!
    Ciaooooo

    ps se ti interessa, se gli interessa forse è più giusto, puoi dirgli che la mia bambina ha avuto accesso ad internet "in solitaria" appena divenuta maggiorenne. Prima gestiva tutto il papà :)
    Giuro che è vero!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione Patricia... Noi all'Ometto diciamo che il cellulare ce lo siamo comprati con i nostri soldi quando abbiamo cominciato a lavorare... vedessi la faccia che fa!!!

      Elimina
  2. Ne abbiamo già parlato e ribadisco il concetto.
    Non esiste, non esiste proprio.
    Il problema comunque non sono i bambini, sono i genitori deficienti.
    Anche il mio fa video. Ne fa una marea, ma li vedo solo io e suo padre.
    Non vengono condivisi con nessuno, ma nessuno proprio, perchè una cosa condivisa anche su Whatsup può arrivare ovunque e in mano a chiunque.
    Sul blog ho messo qualche sua foto, ma sempre di spalle e niente sui social.
    E poi non ci lamentiamo che i bambini spariscono ... io conosco gente che dei figli ha condiviso tutto e di più.
    Fra il resto recentemente ho letto che i figli, se non interpellati, possono anche denunciarti per non rispetto della privacy.
    E hanno ragione!
    Ovviamente non significa che io non gli faccia usare il tablet e non si guardi i video su youtube, ma lo fa quando e quanto dico io e con un account, che io controllo con il mio telefono.

    Quanto alla "bambina" della Patri ... bravi ai genitori!

    RispondiElimina
  3. Mio figlio ha solo due anni e mezzo, ma non sa nemmeno cosa sia un tablet. I suoi coetanei, invece, lo usano persino meglio di me.
    Spero di continuare ad educarlo alla semplicità, anche se la società mi remerà contro.
    Complimenti per il blog.
    Passa a trovarmi se ti va.
    Buona serata.

    RispondiElimina

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