Un anno senza pubblicare qui sul blog mi ha fatto riflettere sulla creatività e sul tempo, sempre troppo poco secondo me, sempre troppo di fretta e frammentato.
In questo ultimo anno ho inseguito il tempo come si inseguono gli autobus. Poi, però, ho scoperto che la creatività non corre, cammina. Non è stata la mancanza del tempo a farmi fermare, ma la sua qualità.
La creatività richiede lentezza e non ritagli. Da qui nasce il bisogno di una creatività lenta: non una tecnica, ma un modo di stare nel tempo.
E allora, che cos’è la “creatività lenta”, direte voi?
Provo a spiegarvelo.
Non è un metodo rigido: non sarei capace di mantenerlo e, soprattutto, non mi interesserebbe raccontarvelo.
È una pratica semplice: ritagliarsi uno spazio di tempo continuo, senza interruzioni, senza la necessità di finire per forza qualcosa; uno spazio in cui non c’è nulla da dimostrare.
In questo spazio le idee si orientano e, piano piano, prendono forma.
Vogliamo provare insieme?
Ho preparato per voi un PDF. Armatevi di un taccuino, una penna e una clessidra e seguitemi.
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Questo metodo non promette miracoli, sia chiaro!
Non ci farà produrre di più in meno tempo e non ci farà trasformare ogni idea in un capolavoro immediato.
Ci regalerà. però, qualche cosa di più raro: il tempo di ascoltare le idee, di seguirle senza fretta e di lasciarle crescere secondo il loro ritmo.
Proviamo a rallentare per non perdere tempo e concediamoci lo spazio per creare davvero.


io quest'anno ho deciso di ridurre e di rallentare. l'anno scorso mi sono ritrovata a creare tutte le settimane, come se fosse un lavoro, solo perchè mi ero iscritta a varie sfide settimanali/mensili e volevo mantenere l'impegno preso. però a dicembre ero distrutta e mi sono accorta che non aveva senso correre in questo modo per un hobby che dovrebbe essere fatto solo quando se ne ha voglia. quest'anno praticamente mi sono quasi fermata. uno o due biglietti al mese, un layout e forse qualcosa di cucito o ricamo (ma solo se ne ho voglia, altrimenti passo....).
RispondiEliminaNegli ultimi mesi, fra una cosa e l'altra, fatto praticamente nulla.
RispondiEliminaIn generale il tempo frammentato non mi dà soddisfazione e mi crea solo ansia.
Però è anche vero che, per fare lavori complessi, o si fa a rate o non si fa.
A me risulta difficile comunque, anche perché, se inizio qualcosa, mi viene voglia di arrivare alla conclusione con una certa velocità.
Questo non toglie, ovviamente, che ci siano lavori che rimangono comunque a stagionare per mesi o per anni!
Ciao Marta. Hai ragione non ha senso riempirsi di progetti da realizzare. Il rischio è quello di perdere la gioia nel fare anche piccoli progetti ogni tanto
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