Ci sono oggetti che sembrano aver concluso il loro viaggio.
Hanno svolto il compito per cui erano stati creati, portano addosso i segni del tempo e dell'uso e, spesso, finiscono dimenticati in un angolo, eppure basta uno sguardo diverso per immaginare un nuovo futuro.
Questi due ferri di cavallo sono arrivati tra le mie mani come un regalo. Chi me li ha donati sapeva quanto mi piaccia recuperare gli oggetti e trasformarli, lasciando che raccontino una nuova storia.
Quando li ho osservati per la prima volta non ho visto solo due pezzi di metallo consumati. Ho visto tutto il cammino che avevano percorso e mi è sembrato un peccato cancellarlo. Erano un regalo irripetibile, di quelli che non si possono replicare neanche volendo.
La paura di rovinarli è diventata più forte della voglia di trasformarli e così sono finiti dentro a una scatola di scarpe in fondo all'armadio.
Fino a qualche giorno fa, quando mi sono tornati tra le mani e ho deciso che anche per loro era arrivato il momento di trasformarsi e di rinascere.
La prima fase del lavoro è stata la più semplice e, forse, la più importante: ho eliminato la ruggine superficiale, li ho puliti con cura e li ho nutriti con della cera per mobili. Quel tanto che bastava per proteggerli e far risaltare il metallo, senza nascondere la loro storia.
Solo dopo è iniziata la parte più creativa.
Volevo che il ferro rimanesse il protagonista, così ho scelto pochi elementi, tutti naturali e dai colori neutri. Un fiore realizzato in juta, un piccolo dettaglio in pizzo, alcune pigne e dello spago. Materiali semplici che dialogano con il metallo senza rubargli la scena.
Ogni elemento è stato aggiunto poco alla volta, cercando un equilibrio tra il carattere rustico del ferro e la delicatezza delle decorazioni.
Alla fine il risultato non è un oggetto completamente diverso.
È ancora un ferro di cavallo.
Solo che oggi non accompagna più il passo di un cavallo. Accoglie chi entra in casa, portando con sé tutto il fascino degli oggetti che hanno vissuto e che hanno trovato una nuova ragione per esistere.
Questo progetto mi ha ricordato una cosa che spesso dimentichiamo.
Recuperare non significa cancellare il passato. Significa prendersene cura abbastanza da permettergli di continuare a raccontare la sua storia.
Al secondo ferro di cavallo, invece, ho voluto aggiungere dei fiori secchi sulle tonalità del rosa e devo dire che l'accostamento con il ferro mi piace molto e addolcisce molto la rudezza e la forza del ferro di cavallo.
Per completezza vi lascio l'elenco dei materiali utilizzati per questi due progetti
- 2 ferri di cavallo usati
- Carta abrasiva o spazzola metallica per eliminare la ruggine superficiale
- Cera per mobili
- Spago di juta
- Nastro in pizzo
- Tessuto di juta per il fiore
- Pigne decorative
- fiori secchi
- Colla a caldo

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